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Accoglienza per i richiedenti asilo: non c’è alcuna “gestione ordinata e sostenibile”. Denuncia il Cnca “Il Governo continua a eludere le tante criticità che la nuova normativa sull’immigrazione e il nuovo capitolato creano o rafforzano. “Più che una razionalizzazione dei servizi, la strategia del governo sembra una smobilitazione e uno spreco di professionalità e competenze”. E’ questa la sintesi dell’allarme lanciato in queste settimane dai responsabili delle strutture che accolgono i migranti. Tra le tante, vale la pena di richiamare la puntuale presa di posizione del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca). Il cui presidente Riccardo De Facci si è dichiarato “Molto preoccupato per le condizioni in cui si troverà a operare il sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo nel nostro Paese”.

Il responsabile del Cnca ha anche sottolineato come “Anche l’ultima circolare indirizzata dal Viminale ai prefetti - che auspica una ‘gestione ordinata e sostenibile’ del sistema dell’accoglienza - non rassicura affatto. La nuova normativa sull’immigrazione e il nuovo bando tipo di capitolato per i servizi di prima accoglienza ai richiedenti asilo creano o rafforzano criticità che verranno pagate duramente sia dalle persone migranti sia delle comunità locali.” “Rendere economicamente sostenibili solo i grandi centri di accoglienza significa tagliare le gambe all’accoglienza ‘diffusa’, che stabilisce relazioni positive con il territorio. Le grandi strutture, invece, spaventano assai più la cittadinanza e comportano più problemi, anche in termini di controllo, speculazione, infiltrazione criminale”, continua il presidente del Cnca. “Se a questo si aggiunge che non sono quasi più previste risorse per l’inclusione e il reinserimento sociale, ne risulta che il sistema di accoglienza tenderà a offrire meri posti letto, in barba a quanto dichiarato dallo stesso ministro dell’Interno, che aveva promesso di far scomparire i migranti che ‘ciondolano’ per le strade. Ridurre drasticamente le figure di educatori e altre professionalità specializzate significa poi impoverire non solo l’offerta per le persone migranti, ma anche il tessuto sociale complessivo di un territorio, in favore del quale queste figure svolgono la loro azione di mediazione e integrazione. Infine, il taglio delle risorse colpisce anche un altro aspetto essenziale nella presa in carico delle persone migranti: i servizi che supportano la persona straniera nell’affrontare le problematiche psicologiche insorte a causa dei traumi subiti nel percorso di migrazione, segnato spesso da violenze, stupri, ricatti, intimidazioni e sofferenze di ogni tipo. Tutte queste mancanze del sistema di accoglienza verranno scaricate sui Comuni e i servizi territoriali, che dovranno fronteggiare più disagio e vulnerabilità e maggiore tensione sociale. Più che una razionalizzazione dei servizi, la strategia del governo sembra una smobilitazione e uno scialo di professionalità e competenze”. “Il Cnca - è la conclusione di De Facci - si impegnerà per una revisione del capitolato per i servizi di prima accoglienza, mobilitando le forze sociali e civiche che credono che l'accoglienza passi attraverso il riconoscimento dei diritti delle persone migranti, delle competenze degli operatori e della trasparenza e professionalità degli enti gestori”.