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L’ultimo appuntamento di oggi a Roma della mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil sulla manovra. Da gennaio si aprono i cantieri delle grandi riforme. La Legge di Bilancio arriva al traguardo. Anche per i sindacati confederali e quelli dei pensionati, che hanno sviluppato una pressione costante durante tutto il periodo di discussione parlamentare, è tempo dei primi bilanci politici. Oggi Cgil, Cisl e Uil saranno di nuovo in piazza Santi Apostoli a Roma per rilanciare le loro richieste sul fisco, la riforma delle pensioni e l’introduzione anche in Italia di una legge nazionale sulla non autosufficienza.

Siamo infatti tra i pochissimi paesi in Europa ad essere privi di una legge che regolamenti gli interventi dello Stato a favore delle persone non autosufficienti in un momento storico in cui si registrano due fenomeni contemporanei: l’invecchiamento progressivo della società e il tasso di natalità tra i più bassi della storia moderna. A volte le parole non si riescono a capire in astratto. È questo per esempio il destino della parola “non autosufficiente”, che dietro la definizione sociologica astratta, nasconde veri e propri drammi personali e familiari. La stima parla di almeno 3 milioni di persone che vivono questa condizione, ovvero che non sono in grado di svolgere le funzioni vitali minime. Questa cifra si può tranquillamente moltiplicare per due o per tre, visto che i problemi delle persone rese disabili da incidenti o malattie contratte con l’età non sono mai individuali, ma coinvolgono intere famiglie. E spesso determinano svolte drammatiche dal punto di vista economico e sociale. I sindacati confederali e quelli dei pensionati chiedono per questo l’introduzione di una legge nazionale, come una delle priorità da affrontare in vista appunto di un ulteriore progressivo invecchiamento. Da quello che si è capito finora nella Legge di Bilancio non ci saranno riferimenti alla legge, ma il governo si è impegnato ad aprire tavoli specifici con le parti sociali. Sulle pensioni (finora si registra solo la proroga dell’Ape sociale) e sull’assistenza si apre dunque un nuovo cantiere di concertazione. Non si riforma la legge Fornero con la manovra 2020, ma si avvia il cambiamento per i prossimi mesi. Dal governo arriva dunque la conferma politica per l’avvio di una nuova fase dopo i lunghi anni della progressiva distruzione del ruolo dei cosiddetti corpi intermedi. La politica torna a dialogare con il sindacato su fisco e pensioni e saranno proprio questi i primi due tavoli che si apriranno da gennaio. Intanto su fisco Cgil, Cisl e Uil portano a casa l’intervento sul cuneo fiscale che avrà effetti positivi immediati sulle retribuzioni dei lavoratori (stanziati 3 miliardi). Ma con queste cose siamo solo al preambolo di un libro che va tutto ancora scritto. Si dovrà avviare infatti con il nuovo anno un lavoro politico mirato alla riforma del fisco e all’introduzione di nuove regole di flessibilità nell’uscita dal mercato del lavoro. Sul fisco si dovrà superare la logica neoliberista che ha imperato negli ultimi anni per introdurre elementi di equità e giustizia sociale. Sia sul fisco, sia sulle pensioni si devono ripensare i sistemi sulla base di un nuovo patto sociale. È arrivato il momento di dire basta alla vecchia solfa dei giovani contro i vecchi, dei padri contro i figli, dei nonni contro i nipoti. È arrivato il momento di ridare corpo ad un’altra parola che ha segnato la storia della sinistra e del movimento dei lavoratori ma da qualche tempo stava per diventare un simulacro vuoto: solidarietà.